
Tassa di soggiorno, a Bernalda e Metaponto i conti non quadrano.
Secondo i numeri citati dall’ex assessore del Comune di Bernalda Eustachio Bia l’introito riveniente dal tributo è passato da 140mila euro a stagione ai soli 40mila dell’ultima estate. Azzardando delle ipotesi per spiegare il fenomeno, delle due l’una: o molti titolari di attività ricettive non farebbero pagare la tassa ai loro ospiti, o potrebbero esserci stati degli errori grossolani nel calcolo dell’introito. L’ex assessore Bia, però, oltre a segnalare l’anomalia al commissario prefettizio Mariarita Iaculli, ha provato a fare due conti prendendo come riferimento quei comuni che su questo fronte sono molto più avanti e soprattutto decisamente più «attrezzati».
“Esistono software per la gestione della tassa di soggiorno – dice Bia, che è anche un addetto ai lavori in quanto titolare di un’attività ricettiva – che incrociando i dati in tempo reale non permettono errori, ne’ consentono di evadere o eludere la tassa di soggiorno dovuta; anzi aiutano a individuare le strutture ricettive che non la pagano. Uno di questi programmi è operativo presso il Comune di Nova Siri, che è l’unica realtà lucana ad esserne dotata e che lo scorso anno gli ha incassato dalla tassa di soggiorno quasi 250mila euro, interamente reinvestiti sul territorio. Eppure Nova Siri – argomenta l’operatore turistico – ha un terzo dei posti letto di Metaponto. Quindi, grosso modo, noi avremmo dovuto avere almeno il doppio delle entrate. Da qui le mie previsioni di oltre 500.000 euro. Immaginate cosa ci siamo persi per incuria e superficialità degli amministratori comunali, che non hanno battuto ciglio neanche quando hanno visto che il gettito della tassa di soggiorno è passato da 140.000 euro a 40.000. Né si sono guardati intorno per verificare cosa succedeva in altri Comuni».
Secondo l’ex assessore, quindi, il margine di incasso per le casse comunali è potenzilmente elevato, pari ad oltre mezzo milione di euro a stagione. Una cifra enorme, che reinvestita ogni anno, farebbe di Metaponto una vera e propria bomboniera per il turismo più esigente e per quello a dimensione familiare, creando centinaia di posti di lavoro, soprattutto fra quei giovani desiderosi di costruirsi un futuro da imprenditori del turismo.
Come ulteriore esempio, Bia cita anche i numeri di altri Comuni che hanno saputo cogliere tale opportunità: «Gli introiti della tassa di soggiorno incassata a Peschici, 4.197 abitanti, ammontano ad oltre 696mila euro, mentre Tropea, in Calabria, incassa un milione di euro all’anno, fra tassa di soggiorno e parcometri, tutti investiti in servizi per i turisti. Possiamo dedurne – dice l’ex assessore – che finora abbiamo perso una grande occasione per migliorare i servizi su Metaponto e Bernalda. Quante cose avremmo fatto sul fronte dei servizi anche “solo” con 300.000 o 400.000 euro in più ogni anno?».
Va ricordato che la tassa di soggiorno è un tributo a carico dei soli turisti che pernottano nelle strutture ricettive e che non sono cittadini residenti nel Comune. Una risorsa destinata a finanziare interventi di supporto al turismo ed alla cultura, per incrementare le attività di manutenzione e recupero dei beni culturali ed ambientali e per potenziare i relativi servizi pubblici locali.
Pino Gallo