
Ieri sera, nella suggestiva piazza antistante il Convento della SS Concezione a Montescaglioso, all’interno del calendario delle manifestazioni estive del Comune, si è tenuto l’atteso concerto dell’ensemble “Mario Nobile e il quartetto diatonico”. Una formazione che ha visto Mario Nobile all’organetto diatonico a 8 bassi accompagnato da Paolo Motola al clarinetto, Giovanna Salluce al violino, Maria Maddalena Notarstefano alla viola e Angelo Basile al contrabbasso, eseguire musiche originali appositamente scritte dallo stesso Mario Nobile e dai compositori Marco Piacentini e Vincenzo Simmarano.
Il titolo del concerto: “Margini”. E infatti i brani eseguiti in un susseguirsi di gighe, valzer, beguine, esplorano proprio i margini tra generi (la musica della tradizione popolare, il blues, il minimalismo degli anni ’80), e i confini tra aree geografiche: si sono ascoltate sonorità delle tradizioni regionali (Lucania, Emilia, Puglia), atmosfere oltremontane (occitane e basche), ritmi balcanici e una scrittura cameristica polifonica che segue il percorso della ricerca nel solco della cosiddetta musica colta.Ma la vera innovazione che questo progetto musicale ha saputo introdurre nel panorama della ricerca contemporanea è il decisivo superamento di un utilizzo dell’organetto all’interno dei confini della pur imprescindibile tradizione popolare.
Mario Nobile, ideatore del progetto, violoncellista (con il Quartetto Astrolabio), oltre che raffinato e virtuoso organettista, ha al suo attivo una lunga esperienza nella sperimentazione dei confini e delle culture musicali. Ha inciso 3 album con la formazione Pivari trio: “Passa ripassa. Canti e balli del Frignano”, “La terra che mi porta. Canti sacri popolari di tradizione emiliana”, entrambi per l’etichetta Ethnosuoni e, nel 2008, con i Pivari trio e la compagnia del Maggio di Frassinoro, “E ghè più temp che vitta /C’è più tempo che vita”, per la casa discografica Folkclub.
Con i Pivari Trio, Mario Nobile ha tenuto concerti in Italia e all’estero, portando nel 2007 la sua musica in una tournée internazionale dal Messico alle Isole Fær Øer (Danimarca). Nel concerto di Montescaglioso, l’ensemble ha eseguito, tra gli altri, brani intitolati Amabile, Uè ma’, Per un mazzolin di blues, Atomi, Le oche, U scuazzarriedd, trascinando e coinvolgendo un pubblico attento ed emozionato.
La fonte di ispirazione della sua musica, come lo stesso Mario Nobile ha dichiarato, la propria terra d’origine, la Lucania – i suoi miti -, quella d’adozione, l’Emilia, e i loro attraversamenti, le letture, gli incontri con altri musicisti, come il noto organettista francese, prematuramente scomparso, Stephan Delicq a cui ha dedicato un brano.