
Il cielo e i suoi colori, quello spazio infinito e indefinito che, da qualunque posto lo si osservi,accomuna e rassicura. Quel cielo che Tomás Ditaranto ammirava ogni volta che ritornava nella sua Basilicata, di cui diceva di amarne le tante sfumature, e chissà quello stesso cielo che da
Buenos Aires guardava ricordando il suo paese d’origine. E’ nata da qui l’idea di realizzare la mostra “Cieli differenti. Tomás Ditaranto, l’artista dei due mondi”.
Allestita nel prestigioso Circolo Italiano della capitale argentina, l’esposizione, inaugurata lo scorso 24 novembre, ha voluto rendere omaggio al celebre artista Tomás Ditaranto, nato a Montescaglioso, in provincia di Matera, nel 1904 ed emigrato insieme alla famiglia a Buenos Aires qualche anno dopo.
Preciso nel disegno, delicato nel colore, attento nella scelta delle tematiche, in una pittura intrisa di valori e sempre dalla parte dei più deboli. Ditaranto è considerato una delle più importanti figure artistiche di quella che viene definita la “scuola argentina”.
Un’esposizione che se da un lato ha celebrato l’arte del “gran maestro”, così come erano soliti chiamare Ditaranto, dall’altro ha creato una connessione con il presente attraverso le opere di quattro artisti lucani contemporanei della Galleria IdeArte di Potenza: Maria Ditaranto, Antonio Cillis, Giovanni Spinazzola e Dino Ventura.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Basilicata e organizzata dall’Associazione Mondi Lucani, è stata preceduta da un seminario di studio con il fine di riaccendere i riflettori sull’arte del lucano Ditaranto.
Un momento utile anche a rinsaldare il legame indissolubile tra l’Italia e l’Argentina. Un artista che viaggiò a lungo per tutto il mondo alla ricerca di quella bellezza che metteva attentamente a fuoco per poi trasferire nei suoi dipinti. Un olio, un acquerello, un chiaroscuro. Con la sua maestria era capace di strappare ad ogni angolo della terra il suo segreto, trasmettendo quella grazia e quella sicurezza frutto di studio continuo. Un uomo amato e generoso, ma soprattutto un nonno amorevole così come lo ricordano i suoi nipoti.