
L’evento, che ha avuto luogo il 3 e 4 aprile, è stato organizzato dal Centro di Ricerca della Commissione Europea (DG JRC), dal Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università della Basilicata (UNIBAS) e dal laboratorio “Giardino delle Tecnologie Emergenti“. Un’importante occasione di confronto tra esperti del settore, volta a discutere e approfondire le innovazioni legate all’analisi dei dati ambientali e agricoli, con particolare focus sulla gestione sostenibile del suolo.
Il workshop si è concentrato sull’innovazione nella misurazione e modellizzazione delle emissioni di gas serra (GHG) nel settore agricolo, esplorando anche le possibili ricadute per la società.
Con l’introduzione del pacchetto europeo “Fit for 55”, l’Unione Europea ha stabilito l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni nette di gas serra entro il 2030. Anche il settore agricolo è chiamato a dare il suo contributo, migliorando la misurazione delle emissioni lungo tutta la filiera agroalimentare, comprese quelle indirette (Scope 3). Anche se al momento non ci sono obblighi specifici per l’agricoltura, nuovi standard europei (CSRD) stanno estendendo queste richieste anche al settore agroalimentare.
Attualmente, le stime delle emissioni agricole si basano su metodi che potrebbero sovrastimare i livelli reali, danneggiando la competitività degli agricoltori. Recenti studi internazionali, tra cui una ricerca condotta dall’Università della Basilicata, hanno evidenziato il rischio di perdita di carbonio in milioni di ettari di terreni agricoli in Europa e Regno Unito. Questi studi suggeriscono l’uso di metodi più precisi per stimare le emissioni.
Il workshop di Matera ha riunito esperti e funzionari della Commissione Europea per discutere su come integrare dati e modelli avanzati per migliorare la valutazione del ciclo di vita dei prodotti agricoli, con l’obiettivo di rendere le stime delle emissioni più accurate e supportare politiche di mitigazione efficaci. Tra i relatori il ricercatore Klaus Butterbach-Bahl, premiato con il Nobel Sustainability Award nel 2024.
“La sfida più grande che dobbiamo affrontare è sicuramente quella dei cambiamenti climatici. Abbiamo un grave problema con il riscaldamento globale e con le precipitazioni piovose, soprattutto se pensiamo al Sud dell’Italia. C’è bisogno che le persone capiscano realmente il significato di sostenibilità, a partire dai giovani, agli agricoltori, fino alle persone comuni e non parlare soltanto tra noi esperti. Bisogna dialogare anche con le imprese, perché ci sono diverse opportunità anche per loro, come ad esempio nuovi metodi di produzione, nuovi prodotti e soluzioni innovative.”
Daniele De Rosa, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’UniBas, fra gli organizzatori del workshop, “Siamo in una nuova era dove la sostenibilità delle produzioni agricole è in un certo senso più importante della produzione in sé perché, se vogliamo cercare di lasciare un’eredità alle prossime generazioni, dobbiamo cercare di produrre in maniera più sostenibile preservando ciò che abbiamo oggi per le prossime generazioni. Esistono già soluzioni tecnologiche per ridurre le emissioni. All’UniBas stiamo cercando di tradurre il nostro lavoro scientifico in un’agenda più pratica per gli operatori.”
L’evento ha rappresentato un’opportunità unica per rafforzare il dialogo tra scienza, istituzioni e settore agricolo, e per promuovere soluzioni avanzate che possano contribuire a un’agricoltura più sostenibile e competitiva.